Duran Adam a Napoli. Appello al Sindaco e ai consiglieri eletti

 

 

Al Sindaco del Comune di Napoli
dott. Luigi De Magistriis

Ai consiglieri eletti al Consiglio Comunale

Signor Sindaco, Signori Consiglieri

sentiamo l’urgenza di porre alla vostra attenzione una situazione democraticamente intollerabile: tutt’oggi, ai cittadini napoletani è impedito di esercitare i loro diritti di iniziativa popolare.

Se nella storia del Comune non si è mai svolto un referendum, la colpa non è certo della pigrizia dei napoletani.

In realtà, è lo stesso Statuto comunale e il “Regolamento per la partecipazione e la consultazione dei cittadini” a porre una serie di ingiustificati e discriminatori ostacoli a chi vuole promuovere referendum comunali e delibere di iniziativa popolare.
In particolare, il numero di sottoscrizioni necessarie, proibitivo nel caso dei referendum e abnorme per le delibere di iniziativa popolare, e la procedura imposta per poterle raccogliere.

Per i referendum lo Statuto prevede un minimo di 20 mila firme, pari al 2% dei residenti, mentre a Roma e Milano sono richieste sottoscrizioni pari all’1% dei residenti. Per le delibere di iniziativa popolare, a Napoli sono richieste diecimila firme (sono pari al’1% della popolazione), mentre a Roma e Milano ne bastano cinquemila (pari allo 0,17% della popolazione), a Palermo e Genova duemila (pari allo 0,3%), a Torino millecinquecento (pari allo 0,17%,).

Anche qualora ci fosse qualcuno che volesse affrontare questa sfida improba, dovrebbe ben presto rinunciare per mancanza di autenticatori disponibili a stare ai banchetti, visto che il Regolamento impone la presenza di un pubblico ufficiale che però non ha alcun obbligo di mettersi a disposizione. Ne tantomeno l’Amministrazione è in grado, come da noi già richiesto nel giugno 2014, di garantire un servizio pubblico di autenticazione all’esterno degli edifici comunali o, un Albo degli autenticatori.

Signor Sindaco, signori Consiglieri, sappiamo che esistono progetti di riforma complessiva degli istituti di iniziativa popolare.

Crediamo, però, che sia urgente restituire ai napoletani il diritto a promuovere referendum, rimuovendo da subito gli ostacoli previsti nelle procedure di raccolta firme.

Basterebbe una modifica di poche righe al Regolamento per superare il sistema perverso delle autenticazioni e consentire al Comitato promotore, come avviene in Svizzera, negli Stati Uniti e persino nella Repubblica di San Marino, di indicare dei cittadini delegati ad attestare la veridicità delle firme raccolte. Al tempo stesso, si potrebbe facilmente introdurre la possibilità di firmare online sia i referendum che le delibere di iniziativa popolare, come già avviene anche nell’Unione europea con le citizens inziatives.

Signor Sindaco, signori Consiglieri, pensate quale credibilità possa avere tra i cittadini un istituzione comunale che non si preoccupa di assicurare loro, oltre che il diritto di votare alle elezioni anche quello di partecipare alla vita della città promuovendo iniziative popolari. Rendere agibili gli strumenti di democrazia diretta è anche una risposta alla crisi che vivono le democrazie in questo momento storico. Sabotando referendum e iniziative popolari, si fa fallire la democrazia, anche quella rappresentativa.

Per questi motivi, saremo oggi in Duran Adam in attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione e a sostegno dell’analoga iniziativa avviata a livello nazionale da Mario Staderini lo scorso 13 maggio al Quirinale, finalizzata alla restituzione ai cittadini italiani dei diritti di iniziativa popolare e referendaria garantiti dalla Costituzione.

Roberto Gaudioso,
Segretario dell’Associazione Radicale “Per La Grande Napoli”

Rosa Criscuolo
Tesoriere dell’Associazione Radicale “Per La Grande Napoli”

Giuseppe Alterio
Presidente della Cellula Coscioni di Napoli – Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

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Radicalli "Per la Grande Napoli"