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Welby, una lezione per avvicinare i giovani alla giurisprudenza

di Francesca Marino, da “Il MAttino”, 25-01-2012

I grandi processi per gli studenti delle superiori. L’aula magna del Suor Orsola Benincasa è stata affollata da quasi 200 adolescenti, protagonisti ieri, del primo appuntamento dell’edizione 2012 de “I grandi processi”. Il ciclo di incontri, organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo napoletano, presentato dal Preside Vincenzo Omaggio, è rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori. Riuscire ad avvicinare i giovani agli studi universitari attraverso iniziative che abbiano un fondamento pratico: questa la sfida condotta ormai da alcuni anni. 
Un orientamento al diritto che non rimane dottrinale, ma si concretizza nella simulazione di processi famosi. “Lo studio di casi giurisprudenziali e lo stretto legame tra apprendimento teorico e formazione professionale – afferma Vincenzo Omaggio – rappresentano i tratti distintivi della nostra Facoltà, resi possibili dal numero programmato di studenti che consente di svolgere numerose attività di questo genere nel corso del quinquennio”.
Per l’inaugurazione del ciclo è stato scelto il caso Welby. Celebre episodio di cronaca che nel 2006 divise l’opinione pubblica. Affetto fin dal 1963 da distrofia muscolare scapolo-omerale in forma progressiva, Piergiorgio Welby era mantenuto in vita tramite il collegamento ad un apparato di ventilazione meccanica. In più occasioni, sia a mezzo stampa sia ricorrendo al Tribunale di Roma, aveva richiesto l’interruzione del trattamento sanitario.
Con un appello pubblico trovò un medico disposto ad aiutarlo. La sera del 20 dicembre 2006, Mario Riccio, anestesista, procedeva al distacco del ventilatore automatico. Gesto che determinò la morte di Piergiorgio Welby e la conseguente condanna di Riccio per il reato di omicidio del consenziente.
Se nella realtà emersero due tesi, la cui contrapposizione mise in evidenza i limiti del diritto contemporaneo, nella finzione accademica l’attenzione dei sedici giovani giurati, appartenenti agli undici istituti campani intervenuti, è stata altissima. Dopo una breve presentazione del caso eseguita da Gaetano Carlizzi, magistrato del Tribunale Militare di Napoli, sono state esposte le tesi giuridiche dell’accusa e della difesa sostenute rispettivamente da Ida Frongillo, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, e da Gianluca Gentile, ricercatore di diritto penale presso il Suor Orsola. Si è dato il via, quindi, ad un processo delicato che per gli argomenti trattati, di natura giuridica ma anche etica e religiosa, ha toccato la sensibilità e stimolato lo spirito critico degli studenti. Attraverso la struttura dialogico – argomentativa, i ragazzi sono stati condotti in modo suggestivo e coinvolgente nell’affascinante mondo del diritto. Questioni fondamentali, come la vita e la morte, hanno attribuito al processo qualità particolarmente esaltanti. E gli studenti attraverso l’esperienza diretta hanno potuto cogliere la ricchezza e l’autenticità delle competenze giuridiche.
Ragazzi che, in seguito all’esposizione delle proprie tesi, hanno decretato l’assoluzione di Mario Riccio, così come accadde il 23 luglio del 2007. Le scuole interessate a partecipare agli incontri possono inviare una mail all’Ufficio di Orientamento della Facoltà di Giurisprudenza

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