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Il Pd: fondi Ue, il governo commissaria la Regione

di Simona Brandolini, da “Corriere del Mezzogiorno”, 17-03-2012

NAPOLI — Dal primo marzo il ministero per la Coesione territoriale, guidato da Fabrizio Barca, ha inviato una task force per affiancare la Regione Campania nella spesa dei fondi europei. Paola De Cesare con altri quattro tecnici accompagnerà i funzionari regionali. Per il Pd è «un commissariamento de facto». Tecnicamente non lo è: un paio di mesi fa il presidente Caldoro fece proprio il nome della De Cesare come trait d’union tra Regione e governo. Nella sostanza come lo si voglia chiamare, tutela, aiuto o appunto task force è la conferma però che il governo è preoccupato che i fondi destinati dall’Europa alla Campania non vengano spesi in tempo, ma soprattutto che Palazzo Santa Lucia debba dare un’accelerazione. È la prima volta che accade. Neanche il governo Berlusconi, che pure voleva centralizzare la spesa, aveva inviato rinforzi.

Ma tant’è i numeri parlano chiaro. C’è il rischio reale di un disimpegno della spesa? Per il Pd è quasi una certezza. Il Partito democratico ha preparato un dossier, presentato ieri dal segretario regionale Enzo Amendola, dall’europarlamentare Andrea Cozzolino, dal consigliere Antonio Marciano e dai parlamentari Armato, Incostante, Carloni e Andria. Dicevamo i numeri. Sono quelli di ministero delle Finanze e Dipartimento dello sviluppo. Per quanto riguarda i fondi Fse, quelli destinati alla spesa sociale, tutto il Mezzogiorno è in ritardo ma la Campania è la più lenta. Su 1 miliardo e 118 milioni è stato impegnato il 34,4 per cento delle risorse ma certificato solo il 15,9 per cento. «Per avere un’idea dell’attuale sottodimensionamento — scrivono —, al 31 dicembre 2005, la Campania aveva impegnato il 67,5 per cento e pagato ben il 42,1 per cento». Va ancora peggio con i fondi Fesr, destinati alle infrastrutture e quindi su cui pesano anche i Grandi progetti della giunta Caldoro. Su 6 miliardi e 865 milioni di euro, è stato impegnato il 40 per cento e certificato solo l’8,8 per cento. Cosa vuol dire? «Che possiamo a ragione supporre — spiega Cozzolino — che quello dei Grandi progetti sia uno stratagemma per evitare nell’immediato il disimpegno delle risorse non spese e allo stesso tempo annulla l’opportunità di un sostegno immediato all’economia.

La maggior parte dei Grandi progetti non è ancora nella fase operativa e, considerando i tempi di realizzazione di una grande opera, è evidente che si andrà ben oltre la scadenza del giugno 2015». Quanto potrebbe perdere la Regione Campania? «Noi sappiamo già — prosegue — che al 31 dicembre 2012 avremo un ritardo di spesa di circa 2 miliardi di euro rispetto alle tabelle di marcia europee, un ritardo che per ora non si è trasformato in disimpegno per effetto dei Grandi progetti, ma che, di fatto pone la Campania in condizione di disimpegno tecnico». Per i democratici va quindi sostenuta la realizzazione, che fa capo al governo, di quelle grandi opere con valenza strategica: alta capacità Napoli-Bari; il piano banda larga, piano ammodernamento infrastrutture scolastiche, credito d’imposta per l’occupazione e gli investimenti. Quanto a Caldoro, «serve un’operazione verità da parte sua», chiede il segretario Amendola. Mentre Marciano chiede una seduta monotematica del consiglio regionale: «E speriamo che questa volta il governatore si presenti, visto che su 93 convocazioni, il presidente è stato presente solo 14 volte».

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