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Rimpatriati con la bocca tappata da scotch

di Vladimiro Polchi, da “la Repubblica”, 19/04/12

Nastro adesivo da pacchi a tappare la bocca, fascette di plastica a bloccare i polsi. Così si viaggia sulla rotta Roma-Tunisi. Protagonisti due immigrati espulsi dall`Italia e scortati martedì scorso da quattro agenti a bordo di un volo Alitalia. A denunciarlo uno dei passeggeri, che scatta una foto e la pubblica su Facebook. Esplode così il caso politico: «Il governo riferisca con la massima urgenza» è l`invito del presidente della Camera, Gianfranco Fini. E il capo della polizia, Antonio Manganelli, chiede una relazione alla polizia di frontiera di Fiumicino.

Tutto comincia con la foto shock che il regista Francesco Sperandeo pubblica su Facebook (rilanciata da Repubblica.it): «Ero sul volo Alitalia Roma-Tunisi delle 9.20 di martedì scorso – racconta il testimone -negli ultimi posti c`erano due uomini scortati da quattro agenti. Avevano la bocca coperta da una mascherma d`ospedale. Quando a uno di loro è caduta, abbiamo visto che la sua bocca era tappata con scotch da pacchi. Nella totale indifferenza degli altri passeggeri, in due ci siamo alzati per protestare. Sia lo steward che gli agenti ci hanno detto che era una normale operazione di polizia».

Sulla vicenda il capo della polizia Manganelli chiede una prima relazione all`ufficio di frontiera dell`aeroporto di Fiumicino, da dove sono partiti i due immigrati. Qualche elemento, però, sembra già in possesso degli investigatori. I due uomini sarebbero algerini, avrebbero fatto scalo tecnico a Roma con un volo che da Tunisi doveva portarli in Turchia. Arrivati a Fiumicino la mattina del 15 aprile, avrebbero rifiutato per due volte di imbarcarsi sul volo diretto in Turchia. A quel punto le autorità italiane avrebbero fatto scattare la procedura di respingimento che prevede di riportarli nel luogo dal quale sono partiti e dunque a Tunisi. La decisione di mettergli una mascherina fermata con il nastro adesivo, sottolineano fonti della polizia, sarebbe stata presa per la sicurezza degli altri passeggeri: gli immigrati, infatti, tentavano di ferirsi la bocca mordendosi, per poi sputare il sangue addosso agli altri passeggeri ed evitare così l`imbarco.

Nella foto però si vede che lo scotch non è sulla mascherina ma sulla bocca dell`uomo. E non è affatto escluso che sulla vicenda anche la procura voglia fare chiarezza: secondo fonti giudiziarie della Cassazione nel caso sono infatti ipotizzabili due ipotesi di reato, l`abuso di autorità e la violenza privata. «Una cosa è certa – ricorda Riccardo Noury di Amnesty International – per scongiurare i rischi di asfissia posturale, il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d`Europa raccomanda nelle espulsioni via aerea il divieto assoluto di mezzi che possano ostruire le vie respiratorie».

L`immagine del migrante con la bocca tappata rimbalza da Internet al Parlamento, dove esponenti di Pd, Fli e Idv chiedono al governo di riferire e spiegare perché queste procedure vengono definite «normali». Si tratta, dice invece il presidente del Pd Rosy Bindi, di un «trattamento inaccettabile». Per il vicepresidente del Senato, Emma Bonino, «quanto accaduto è sconcertante sia che si confermi come “normale procedura”, sia se frutto della libera valutazione degli agenti».

Secondo Stefano Pedica (Idv), «ciò che è avvenuto sul volo è indecente, neanche a Guantanamo abbiamo assistito a soprusi del genere». Il ministro Andrea Riccardi non risponde nel merito, ma si limita a ricordare che «le persone vanno trattate sempre bene». Alla fine è lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, a invitare il governo a «riferire quanto prima» sulla vicenda.

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